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MEETING 2021/ Vittadini: il lavoro deve cambiare, la politica dialoghi e basta risse
— 18 Agosto 2021— pubblicato da Redazione. —
Dal 20 al 25 agosto si terrà il Meeting di Rimini, con il titolo “Il coraggio di dire io”. L’intervista a Giorgio Vittadini pubblicata sul QN
Il Meeting di Rimini è alle porte. Dal 20 al 25 agosto andrà in scena una delle manifestazioni sociali, politiche, culturali più importanti del panorama italiano. Il titolo di questa 42esima edizione? “Il coraggio di dire ‘io’”.
Professor Giorgio Vittadini, lei è presidente della Fondazione per la Sussidiarietà ed è tra gli organizzatori del Meeting. Che cosa significa “Il coraggio di dire ‘io’”?
La pandemia ce lo ha insegnato: davanti ai gravi problemi del mondo, l’io non può che tornare a riprendere coscienza di sé e della sua responsabilità all’interno di una comunità. L’io individualista che ha dominato in questi decenni ha fallito.
Si parlerà di questo al Meeting?
Molti i temi: dal lavoro alla scuola, dalle riforme, alla giustizia. Ci saranno dibattiti, mostre, spettacoli. Intervengono esponenti del mondo culturale, della società civile, politici, amministratori, imprenditori. I ministri del lavoro Andrea Orlando, dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della pubblica istruzione, Patrizio Bianchi, delle pari opportunità Elena Bonetti. Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat, Luigi Sbarra segretario Cisl. Fino a padre Antonio Loffredo, Parroco in prima linea a Napoli. Tutto con al centro un tema: che cosa significa ricostruire l’Italia.
Che cosa significa professore?
Significa cambiare. E un punto di partenza è “il lavoro che verrà”, tema al centro del talk quotidiano. Presenteremo il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà, incentrato sul lavoro sostenibile. Globalizzazione, tecnologie e transizione ecologica stanno trasformando tutti i mestieri: oltre metà delle professioni che esisteranno nel 2040 devono ancora essere inventate. L’Italia è soffocata da rigidità, burocrazia e tasse e fa fatica da sempre a creare occupazione: ogni 100 persone da 15 a 65 anni, solo 58 lavorano. In Europa sono 68 e in Germania addirittura 76. Nel 2021, però, è iniziata la ripresa. In sei mesi oltre 560.000 annunci di lavoro hanno affollato il web. Analizzando l’evoluzione di circa 270 professioni, abbiamo scoperto che in soli 5 anni, il ventaglio di competenze per svolgere qualsiasi lavoro è cresciuto del 30%. Però bisogna stare attenti anche ai passaggi intermedi. Se dobbiamo chiudere le raffinerie per tutelare l’ambiente, i lavoratori dove finiscono? La politica deve chinarsi per capire questi concetti.
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